Testimonianza di Francesco.

Mi chiamo Francesco, ho 42 anni, compiuti lo scorso marzo.

Ho incontrato Lazareva Svetlana grazie a Diana, mia moglie, circa 12 anni fa.

Dodici anni non sono pochi, eppure in questo momento che sto scrivendo non sento che sia passato tutto questo tempo e se penso a quante esperienze, quanti lavori, quanti progetti finora abbiamo condiviso, mi vien da dire che sarebbero necessari ben più di dodici anni per contenerli tutti e questo è possibile perché col tempo ho compreso che Svetlana è anche il respiro del tempo.

In che senso è il respiro del tempo, nel senso che spesso in sua compagnia ho la sensazione che il tempo si dilati e riesca a contenere innumerevoli esperienze e al contrario, alle volte si contrae e quando si contrae inspiegabilmente riesce a contenere ugualmente innumerevoli esperienze.

Raccontando di respiro e di tempo mi viene ora in mente il ricordo di un vissuto. Una sera ho incontrato Svetlana e ci siamo salutati con un abbraccio, ma quella sera l’abbraccio è stata un’esperienza che andava oltre il saluto. Al contatto del suo petto ho sentito chiaramente che il mio cuore aveva un battito agitato, mentre il suo cuore pulsava fluidamente con un ritmo regolare, ho sentito il mio respiro affannoso e irregolare, mentre il suo respiro era fluido e regolare, siamo rimasti abbracciati e a un certo punto mi sono reso conto di aver perso la cognizione del luogo e del tempo, poi pian piano il battito del mio cuore e il mio respiro diventavano fluidi e regolari, ho perso così anche la cognizione dell’abbraccio e mi sono percepito il respiro del tempo del cuore.

… devo essere sincero, ho iniziato più volte a scrivere della mia esperienza con lei e tutte le volte ho interrotto lo scritto dopo le prime righe, mi arenavo perché contemporaneamente avrei voluto raccontare di più esperienze, di più vissuti, così questa volta ho scelto di partire da un vissuto in particolare.

Racconterò di un vissuto personale che riguarda una delle diverse e tante manifestazioni di Lazareva Svetlana, mi sento di poter dire uno dei più importanti per me, dell’aspetto “madre” e intendo di madre terrena e mentre sto scrivendo questo, mi sto commovendo e questo mi piace, sì perché con lei, anche se lentamente, alle volte faticosamente ho imparato anche a vivere le emozioni, a consentirmele, a manifestarle, a non nasconderle, prima di incontrare Svetlana me le concedevo poco o per nulla, le consideravo poco importanti o addirittura segno di debolezza e sono sincero nel dire questo.

foto sve_francesco

La Madre e il figlio che si sta per sposare.

Questa fotografia ferma in immagine un momento molto importante. Una madre che sta aiutando uno dei propri tanti figli a vestirsi per il giorno delle sue nozze. Giorno che non sarebbe arrivato se il figlio non avesse incontrato il Maestro, Svetlana e mentre la madre lo aiutava a vestirsi dell’abito nuziale, Diana, la sposa, veniva vestita e sistemata dalle altre figlie del maestro e tutto questo mentre tutto il resto della famiglia, altri figli e figlie, perché anche di questa realizzazione si tratta, era impegnata negli ultimi preparativi e ad accogliere gli invitati.

La madre ha curato il giorno del matrimonio e il periodo preparatorio al matrimonio in ogni suo aspetto, ha seguito con cura e attenzione la crescita spirituale, ancora in corso, dei suoi figli, nei valori umani e li ha portati a maturare consapevolmente la decisione di sposarsi, li ha condotti a Dio, in Dio.

La madre nel tempo si è occupata dell’educazione e per tanti aspetti della rieducazione dei propri figli, in una relazione dignitosa, impegnata, nel rispetto e giusta stima dell’altro. Ha saputo cogliere e far emergere nei suoi figli le qualità rimaste latenti nel tempo, spesso con sorpresa e meraviglia del figlio. Gradualmente e ogni volta con il giusto mezzo, le giuste parole, ha presentato suo figlio a se stesso, gli ha fatto prendere coscienza prima e consapevolizzare poi, chi è, da dove viene e dove sta andando. Il figlio però non sempre riesce a vivere la grandezza di tutto questo, alle volte perché ci sono limiti di comprensione obiettivi, alle volte perché non vuole faticare e così periodicamente si concede pause e fughe anche solo virtuali. La madre con tanto amore e pazienza, rimane in vigile attesa, viceversa questa madre, alle volte accelera e sprona, perché meglio del figlio conosce la via, le potenzialità del figlio, le prove sul percorso e l’obiettivo raggiungibile.

Quando ero bambino, alle volte, nei momenti di sconforto, di disperazione potrei dire, parlavo a Gesù, anche se non sapevo niente di lui, in casa non se ne parlava, tantomeno al catechismo, ho incontrato Svetlana e ora parlo con Dio.

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